(Immagine dal web. Sergio Ceccarelli. "Una rotonda sul mare" 2006.)
E' oramai quasi l'ora di chiusura, son rimasti loro gli unici clienti, incuranti del via vai dei camerieri che alzano le sedie sopra i tavoli ed iniziano la pulizia della sala.
Ballano al ritmo lento della musica diffusa dall'impianto che nessuno ha ancora spento, cosi' come nessuno ha ancora spento i fari blue che illuminano fiocamente la rotonda, forse per rispetto o per dimenticanza ma a loro poco importa : ballerebbero comunque al buio ed in silenzio.
Ballano e stringendosi l'uno all'altra sembra facciano fatica a mantenere i piedi poggiati sull'impiantito di cemento grigio, sembra che da un momento all'altro potrebbero alzarsi in volo, come per incanto, senza difficolta'.
Io li osservo, nascosta nel buio della spiaggia, dove ho portato il mio cane a correre. Li osservo e non posso fare a meno di invidiarli, pur non sapendo nulla delle loro vite. Mi basta la leggiadria dei loro movimenti, l’indissolubilita’ del loro abbraccio, la grazia che accompagna i loro gesti studiati.
Devono anche amarsi, non c’e’ dubbio, non e’ solo tecnica la loro, ed e’ l’amore che li costringe a cercarsi mentre ballano e a tentare di convincerli a lasciare la pesantezza delle loro vite per poter volare.
Una coppia balla sulla rotonda di un lido a mare.
E' oramai quasi l'ora di chiusura, son rimasti loro gli unici clienti, incuranti del via vai dei camerieri che alzano le sedie sopra i tavoli ed iniziano la pulizia della sala.
Ballano al ritmo lento della musica diffusa dall'impianto che nessuno ha ancora spento, cosi' come nessuno ha ancora spento i fari blue che illuminano fiocamente la rotonda, forse per rispetto o per dimenticanza ma a loro poco importa : ballerebbero comunque al buio ed in silenzio.
Ballano e stringendosi l'uno all'altra sembra facciano fatica a mantenere i piedi poggiati sull'impiantito di cemento grigio, sembra che da un momento all'altro potrebbero alzarsi in volo, come per incanto, senza difficolta'.
Io li osservo, nascosta nel buio della spiaggia, dove ho portato il mio cane a correre. Li osservo e non posso fare a meno di invidiarli, pur non sapendo nulla delle loro vite. Mi basta la leggiadria dei loro movimenti, l’indissolubilita’ del loro abbraccio, la grazia che accompagna i loro gesti studiati.
Devono anche amarsi, non c’e’ dubbio, non e’ solo tecnica la loro, ed e’ l’amore che li costringe a cercarsi mentre ballano e a tentare di convincerli a lasciare la pesantezza delle loro vite per poter volare.
Mi piace osservare le persone che si amano, mi piace l’amore, mi piace quello che fa alle persone e quello che fa a me, mi piacciono le storie che parlano d’amore seppur inventate, quelle dei romanzi.
Eppure di tanto amore che mi circonda e di tutto quello che mi capita di incontrare cosi' senza nemmeno volerlo, come e' successo stasera, nemmeno un briciolo ne arriva a me; da tanto tempo oramai la forza di questo straordinario vettore punta sempre ostinatamente in direzione contraria alla mia.
Perche’ ?
Mi metto di fronte al mare e lascio che il vento mi spruzzi lievemente sul viso quel che rimane di un onda; aspiro forte col naso come a cercare la risposta a questa domanda che mi porto dentro e che magari e’ proprio nascosta li’, nel vento.
Le luci blue si sono spente, tace anche la musica, cristallina mi raggiunge la risata della donna che ha preso l’uomo sotto il braccio e lo trascina via. Non lo so perche’ ma sono felice lo stesso, mentre ripercorro i miei passi preceduta dallo scodinzolare gioioso del mio cane.
Essere innamorati dell’amore e nemmeno ricambiati e’ per molti, me compresa, una triste realta’, per fortuna pero’ non ancora una miseria.

