giovedì, 01 marzo 2007
 
Oggi e’ un giorno speciale e, come di tanti giorni poco belli ne ho raccontato qui, per questo voglio fare lo stesso. Le giornate a venire si colorano di cose da fare, di progetti da realizzare e non piu’ di vuote chimere, di sogni da acchiappare mentre scappano a realizzarsi altrove.
 
Mai piu’ pagine di disperazione, mai piu’ pagine di pietoso intimismo, ma soprattutto mai piu’ pagine bianche e vuote da riempire.
 
Io l’ ho comperato.
 
Se fossi in voi farei lo stesso.
postato da: VENTODITERRA alle ore 10:04 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 14 marzo 2007
La donna si aggiusta i capelli con le mani, pigra si stiracchia, poi si alza dal letto e lentamente si riveste. Guarda l’uomo che ancora dorme, pensa a quanto sia vero che gli uomini quando dormono tornano tutti bambini e sorride. Calza le scarpe, prende la borsa dalla sedia di fronte al letto, lascia il pattuito sul comodino ed esce dalla stanza, chiudendo la porta senza far rumore. Da quando si e’ iscritta ad un sito web di incontri, scelto un nick esplicito, compilato con evangelica sincerita’ il suo profilo, questa e’ la decima volta che incontra un uomo e, per la decima volta, dopo la cena, c’e’ stato l’amore, pattuito a pagamento, senza vergogna da parte di nessuno.
 
L’uomo si sveglia di soprassalto, come sempre gli capita quando non dorme nel suo letto. Sa per certo che e’ l’atavico istinto di paura proveniente dalla mente che impone al corpo un risveglio cosi’ repentino. Ma lui non ha paura. Certo questo non e’ il suo letto e questa stanza d’albergo non e’ la sua casa, ma nulla di tutto cio’ gli incute piu’ alcun timore, si e’ abituato oramai. Alla fioca luce che traspare dalle stecche della tapparella osserva la sagoma del piccolo corpo rimasta impressa sul materasso al suo fianco. Lei e’ gia’ andata via. Nell’immobile silenzio della stanza risente nelle orecchie i suoni e le parole della notte appena passata e la rivive attimo dopo attimo . E sta bene, si sente bene, sente il suo corpo pur rilassato pronto a riaccendersi di desiderio al solo pensiero del corpo della sua bambina. Bambina non per vezzeggiativo ma bambina davvero, 12 anni.
 
La donna e la bambina si incontrano nella hall dell’albergo, di fronte all’uscita. La bambina cede il passo alla donna, la donna le sorride ed esce per prima. Poi la donna si volta ed aspetta che esca anche lei. Le sorride di nuovo, la osserva da capo a piedi con attenzione e sospetto, poi scuote la testa per scacciar via il pensiero, come si scaccia una mosca molesta. In fondo e’ solo una bambina.
 
Agli angoli delle strade ed ai semafori i venditori abusivi oltre alla loro usuale mercanzia vendono oggi rametti di mimosa.
postato da: VENTODITERRA alle ore 10:20 | Permalink | commenti (4)
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domenica, 25 marzo 2007
(perché ho un Blog su Splinder).
 
Mi piace scrivere, ma non ho mai avuto velleità di farlo per professione, ne’ ho mai partecipato ad alcun concorso per veder eventualmente premiata (?) la mia bravura (?).
 
Solo una volta ho partecipato ad un concorso di poesia in una occasione molto particolare (che non riferirò per non infettare anche questo post dal morbo della pro-consolatio) ed ho anche vinto. Ma non sono andata alla cerimonia di premiazione perché il fine ultimo della partecipazione al concorso non era vincerlo.
 
Ma tanto quanto scrivere mi piace leggere. Leggo tutto, e sempre, se non sto lavorando, guidando, cucinando, dormendo, e poche altre attività alla lettura preferite o che ne impossibilitano l’esercizio, ho qualcosa da leggere sotto al naso. Trovo quindi nel blog la soddisfazione di ben due bisogni primari e scusate se è poco.
 
Entro nei blogs degli altri come quando si entra nelle Chiese o nei Musei.
 
Non si chiede permesso, sono aperti al pubblico, ma si rispetta ciò che c’è dentro in quanto non nostro, si dà uno sguardo, ci si emoziona più o meno e poi magari se particolarmente colpiti da qualcosa si lascia un commento nello spazio appositamente creato. Non mi urtano i blogs dei quali non condivido modalità di tenuta o di scrittura, evito semplicemente di passarci un seconda volta. Torno invece freneticamente a vedere se ci sono novità in quelli che mi piacciono particolarmente.
 
Sono rimasta quindi particolarmente sorpresa dai toni di diverse discussioni che stanno avvenendo su alcuni blogs che seguo e, perché non dirlo, dalla chiusura ai commenti del blog di MariaStrofa con un post che è un capolavoro, a mio parere, di ipocrisia, o forse, e voglio crederci davvero, un ennesima e ben riuscita trovata di questo/a eclettico/a blogger per generare discussione intorno al tema “Dinamiche dei blogs e dei di loro commenti”.

Da qui in poi avevo scritto altro ma il blog di MariaStrofa è stato chiuso. Sulla pagina azzurra campeggia la frase “tat twam asi”.

Inutile continuare a commentare ciò che non potrete più leggere.
 
A mio modesto parere la democrazia nella Rete sta nel fatto che chiunque voglia possa aprirsi uno spazio dove scrivere ciò che più gli garba ed ovviamente anche nel fatto che chiunque possa o non possa leggere ciò che chiunque scrive. Diverso è introdursi negli spazi altrui per verificare delle dinamiche che sono solo a noi note. Insomma tendere tranelli con supponenza e calcolo non dovrebbe essere lo spirito di chi va per blogs. Ma siccome la Rete lo consente ci vorrebbe almeno che chi lo fa lo facesse con discrezione ma soprattutto con la giusta dose di modestia, insomma senza assurgere al ruolo di castigatore dei costumi altrui. Mai prendersi troppo sul serio, il mondo al di fuori della Rete ha ben altri problemi e ben altre necessità che stabilire i se ed i perché di chi ha un blog e di chi lo commenta.
 
 
 
 
postato da: VENTODITERRA alle ore 15:31 | Permalink | commenti (4)
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