
"E se bastasse soltanto una vita, sarei a cavallo, per quello che ho"

"E se bastasse soltanto una vita, sarei a cavallo, per quello che ho"

La vacanza per noi bambini era il viaggio, null'altro poi nelle settimane successive risultava essere cosi' magico, avventuroso e tremendamente affascinante.
Si partiva sempre e comunque di sera, perche' i chilometri erano tanti e ad ognuno di noi veniva affidato un compito che al passo col nostro crescere diventava sempre piu' importante e pieno di responsabilita'.
Cosi' ognuno di noi e' stato, nel tempo, il responsabile della musica, tenendo sulle gambe il mangianastri e cambiando le cassette a richiesta o semplicemente girandole per ascoltare l'altro lato; il responsabile abbeveraggi viaggiando per chilometri abbracciato ai thermos di caffe' e di te; l'avvistatore di aree di servizio, un antesignano navigatore satellitare che leggeva con destrezza ed abilita' il cartello segnalatore e riferiva quanti chilometri mancassero ancora al rifornimento carburante o alla sosta tecnica per visita ai bagni.
Solo mio fratello maggiore compi' tutta sua carriera arrivando ad essere il guidatore nel viaggio di quell'ultima estate che segno' la fine di questi viaggi.
Da allora in poi, scomposta la famiglia ed azzerata la distanza, le vacanze non sono state piu' tali, come e' anche giusto che sia, bando alla nostalgia.
Vado in vacanza, a presto.