venerdì, 12 maggio 2006
La mia piccolapoverapiccola sta male
piange ogni giorno, impreca
sta per morire ma nessuno l’aiuta
nessuno mi aiuta a non farla morire.
 
Quando la mia piccolapoverapiccola cantava
venivano da ogni parte ad ascoltarla
ed ammiccavano e sgomitavano per esserle piu’ vicini
 tutti d’accordo sul fatto
che fosse la piu’ brava piccolapoverapiccola.
 
Seppelliro’ la mia piccolapoverapiccola
lontana dal mondo, lontana da tutti
e sono sicura che solo per me vorra’ ancora cantare
la mia piccolapoverapiccola quando la raggiungero’.
 
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lunedì, 22 maggio 2006
I tuoi occhi
se ti parlo di noi
hanno un po’ dei cieli di Maggio
che risolvono i loro livori
in improvvisi temporali
ritornando poi
piu’ limpidi che mai.
 
E sono due gocce di mare perfette
stillate da una mano sapiente
un mare dove chissa’ quanta gente si perde
la mattina, quando cammini per strada.
 
I tuoi occhi sono due bottoni celesti
che fissano orizzonti lontani
irraggiungibili nella loro purezza
ma non per questo meno desiderati.
 
Ed il loro ricordo
e’ l’unica cosa che mi resta di te
tutto il resto e’ scomparso
lo hai cancellato giorno dopo giorno
parlandomi di lei.
postato da: VENTODITERRA alle ore 17:06 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 26 maggio 2006
Il posto e’ una cantina ma mi ci hanno quasi costretta a venire e non e’ bello dire sempre no agli amici.
 
Ci sediamo, mischiamo discorsi a vino e cibo, cosi’, solo per ingannare l’attesa.
 
Poi lui arriva, si avvicina, ed inizia a massaggiarmi le tempie con le dita di una sola mano, come se volesse con questo gesto, estrarre a fila i cattivi pensieri.
 
Poi mi stende in orizzontale ed ancora mi massaggia, il corpo intero adesso e con tutte e due le mani velocemente,  come se si stessero rincorrendo.
 
Poi, sempre in questa posizione, il massaggio si fa piu’ intenso, a volte batte forte come per fare uscire la polvere di delusioni che si e’ accumulata negli anni, altre volte piu’ leggero, producendo come un tintinnio e capisco che allora  scuote i sentimenti sopiti, le speranze ben nascoste, per riportarli a galla.
 
Poi appoggia le sue labbra sulle mie e mi riempie l’anima come un palloncino, sapientemente dosando le pause, fino al punto in cui, entrambi stremati, concludiamo l’opera, e mentre lui riprende fiato, io sorrido e lo ringrazio con un applauso.
 
Non c’e’ niente da fare, succede sempre tutto cosi’, quando mi portano a sentire del jazz.
postato da: VENTODITERRA alle ore 13:17 | Permalink | commenti (3)
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