giovedì, 09 febbraio 2006
Siamo per questa vita
nient’altro
 che un turbinio di fogli secche
che loro malgrado
nascono, vivono e muoiono
e morte poi si lasciano trasportare
dove rinasceranno.
 
E questo eterno vento
che ci raccoglie
e ci trasporta
e ci disperde
ci fa toccare
sfiorare per un solo attimo
esistenze simili alle nostre
legate a noi dallo stesso
destino perenne.
 
Solo la memoria
di questo lieve contatto
mitiga la condanna
ad essere
gli spettatori inermi
di questo falso dramma.
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venerdì, 17 febbraio 2006

Non riuscire a dormire

 e nel silenzio attendere

invano

che lo sgomento passi

e giunga infine

l'abbraccio di tenebre

che nella notte

ci rende tutti uguali.

E poi di nuovo il giorno

degli uomini e delle lore miserie

di sguardi duri e stanchi

come stanche ha le membra

il contadino quando ritorna

dal lavoro nei campi.

Ma a noi

anche questa stanchezza

ci e' negata.

Non riuscire a dormire

e nel silenzio attendere

invano

che una luce ci illumini

e ci mostri nel buio folle

della nostra incoscienza

una via o almeno un sentiero

anche il meno frequentato

affinche' la nostra vita

non si perda fra le mille

che non lasciano il segno.

Ed abbracciare il cuscino

diviene sicurezza

ultimo appiglio

gesto estremo

dell'estremo sdegno

che ci rende liberi.

postato da: VENTODITERRA alle ore 14:01 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 27 febbraio 2006

Dietro al sogno

anche a quello piu' irrealizzabile

c'e' sempre la vita fatta di sangue

e di decisioni prese e poi rinnegate

di sbagli e di incomprensioni

ma se vuoi sognare ancora

devi vivere

devi scegliere

devi sbagliare.

Ed anche i sentimenti

quando sono veri

graffiano e fanno male

aprono ferite gia' chiuse

rompono le catene delle convenzioni

e ti fanno sognare

e se vuoi sognare ancora

devi graffiare

devi fare e farti male

devi rompere le catene.

postato da: VENTODITERRA alle ore 14:07 | Permalink | commenti
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