Sabato mattina, ore 7, la sveglia suona, tra una settimana è Natale.
Nonostante ieri sera mi sia addormentata dritta come un fuso nella mia metà del letto al risveglio mi ritrovo come sempre in diagonale; è ovvio che il corpo cerca, durante il sonno, un calore che ricorda, purtroppo inutilmente.
Buongiorno mamma, buongiorno papà, ovunque voi siate, la vostra bambina ora si alza ed affronta un’altra giornata così come voi le avete insegnato: pensando a quanto sia bello avere delle cose da fare piuttosto che a quanto sia faticoso farle. Mi domando se abbia un senso credere che voi lo vediate, purtroppo inutilmente.
Buongiorno cara amica del cuore, mi hai chiesto di non vederci per un po’, troppa tensione, troppe polemiche, troppa insoddisfazione, non è così che si rimane amiche, bisogna essere felici, bisogna sorridere sempre, bisogna conservare come una cosa preziosa i momenti in cui tutto fila liscio e si vive d’incanto la vita. Momenti che hanno coinciso sempre con un mio stato di grazia; ora che raschio il fondo del mio barile di energie e stento a trovarne ti chiedo aiuto, purtroppo inutilmente.
Buongiorno amico da poche settimane, sensibilità rara, emozioni vissute attraverso righe di testo che viaggiavano nell’aria e composte da mani che poi si sono anche toccate, purtroppo inutilmente.
Sollevo le coperte e mi alzo, uno sguardo alla sveglia. Ora scattano le 7 e 01.
Da tutto al niente in meno di 1 minuto, sto diventando sempre più brava.